VENERDÌ 8 FEBBRAIO 2019
Ateneo Veneto – Aula Magna
Ore 11.00 per le scuole
Ore 17.30 per il pubblico
Conferenza – spettacolo
“L’abbraccio del ricordo”
con Marzia Bonaldo, Michele Naletto, Camilla Gran- di, Enzo Pavan a cura di Ateneo Veneto, Associazio- ne culturale Mondonovo e Atelier Teatrale Carro Na- valis.
Attraverso alcuni quadri che seguono un sottile filo cronologico, con un’efficace commistione di parole e di musica dal vivo (violino e fisarmonica), viene rac- contata la storia di un popolo, dalle sue lontane origi- ni fino agli ultimi due secoli che hanno visto il nazio- nalismo fomentare le contrapposizioni e stravolgere quel microcosmo fatto di culture diverse che si era sviluppato in tanti secoli sotto la Serenissima. Ancora adesso, nei luoghi della Venezia Giulia e della Dalmazia che il trattato di pace di Parigi del 1947 ha consegnato alla Jugoslavia, si sente parlare anche l’istro-veneto e si possono ammirare i monumenti e i segni della storia che hanno lasciato l’impero romano e la Repubblica di Venezia.
Una messa in scena che diventa l’opportunità per conoscere una pagina strappata dai libri di storia, per non dimenticare tutte quelle persone che sono state dolorosamente colpite da questi avvenimenti e per guardare al futuro con più consapevolezza e positività.
DOMENICA 10 Febbraio ore 11.00
Duomo di San Lorenzo Mestre
Celebrazione Messa del Ricordo
in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata officiata da don Gianni Bernardi
LUNEDI’ 11 FEBBRAIO ore 10.30
Piazzale Martiri delle Foibe – Marghera
Cerimonia ufficiale Giorno del Ricordo e posizionamento corona
Alla presenza delle Autorità con la partecipa- zione di una rappresentanza del coro dell’Istituto Comprensivo “Filippo Grimani” di Marghera
LUNEDÌ 11 FEBBRAIO 2019 ore 15.00
Aula Baratto a Ca’ Foscari
“L ’ A driatico”
L’università Ca’ Foscari di Venezia – Dipartimento di economia, Dipartimento di studi linguistici culturali e comparati, Dipartimento di studi umanistici – propone per il giorno del ricordo, lunedì 11 febbraio alle 15.00, in Aula Baratto a Ca’ Foscari, una conferenza sul tema “L ’ Adriatico”, che vedrà la presentazione dei volumi G. Mellinato, L’Adriatico conteso. Commerci, politica e affari tra Italia e Austria- Ungheria (1882-1914) (Franco Angeli 2018); E. Ivetic, Un confine nel Mediterraneo. L’Adriatico orientale tra Italia e Slavia (1300-1900) (Viella, 2018). Saranno ospiti gli autori, che dialogheranno con i docenti di Ca’ Foscari e gli studenti.
Il mare Adriatico come “spazio storico transnazionale in cui leggere il passato” (Ivetic), un’arena geograficamente ristretta all’interno della quale si sono giocati e si giocano equilibri politici ed economici, ambientali e culturali. Per le sue specificità, l’Adriatico è stato teatro di strategie commerciali (tra Italia e Austria-Ungheria, ad esempio, tra fine Ottocento e inizio Novecento) e contese geopolitiche (come quel- la tra Italia e Slavia).
MERCOLEDÌ 13 FEBBRAIO 2019 ore 17.00
Biblioteca VEZ Mestre
Presentazione libro:
“Memorie dell’Istria veneziana” di Gianfranco Pontini
Insieme all’ Autore partecipano Alessandro Cuk(Presidente ANVGD Venezia), Salvatore Gravili(Presidente Unitre Mestre)
Prendendo spunto dalle sue lezioni di storia di Venezia e dell’Istria Gianfranco Pontini ha ricostruito me- morie di fatti ed istituzioni veneziane ed istriane, quali il Campanile di San Marco, la Scuola di Medi- cina, la conquista di Cipro (su documenti di testimo- ni oculari non sempre valorizzati a dovere), i Canti Popolari, ed altre testimonianze che rendono ragione della cultura e dell’animo veneziano.
Così il Padre Dante, a proposito dell’Istria, : “…Sì com’a Pola, presso del Carnaro / ch’Italia chiude e i suoi termini bagna”, ad esprimere il sentire del tempo che considerava “Italia” dalle Alpi a Pola. La predilezione di V enezia per la terra d’ Istria, tuttora viva nella memoria veneziana, è documentata da una mole gigantesca di testimonianze storiche, urbanistiche e culturali che narrano di legami ancora profondi. Come la Scala dei Giganti richiama subito alla memoria la fosca e controversa storia di Marin Faliero, cosi i resti delle mura di San Lorenzo del Pasenatico, o le rovine di Duecastelli, non meno della baia di Pola, con la sconfitta di Vettor Pisani del 1379, espri- mono tutte insieme il patrimonio di storia e di memoria della civiltà veneziana.
E suscita ancora una grande emozione ammirare l’altarino da Campo di Francesco Morosini a Montona o l’organo che ha suonato a San Giorgio nell’unica elezione papale della storia avvenuta a Venezia nel 1800.
Per molti secoli Venezia e l’Istria furono una sola patria, condivisero successi e sconfitte, patirono gli stessi insulti di Narentani ed Uscocchi.
Mai V enezia abbandonò l’Istria e mai l’Istria Venezia. Subito gli Istriani si resero conto, nel breve periodo del dominio carolingio, dell’abissale diversità dell’essere servi dei Franchi o Cittadini di Venezia. La sequela di dedizioni, in parte spontanee in parte forzate, che si ebbero dal XIII secolo in poi, e mai interrotte fino alla caduta della Repubblica, ne sono testimonianza.
Legami profondissimi che sono documentati anche da una lingua, l’istro-veneto, ancora parlata dagli an- ziani e da residui gruppi sociali, ma che era, prima dei dolorosi eventi del XX secolo, lingua comune di molti Istriani.
VENERDI’ 15 FEBBRAIO ore 17.30
Biblioteca Marghera
Presentazione attività didattica:
“Il Giorno del Ricordo nelle scuole – I lavori della Scuola Grimani”
Partecipano Gianfranco Bettin (Presidente Municipalità Marghera), Stefano Antonini (Segretario ANVGD Venezia), Cristina Stocco (Ufficio Scolastico Regionale)
L’importanza del Giorno del Ricordo nelle scuole
Anche quest’anno ci saranno numerose iniziative nelle scuole sia del Comune veneziano che dell’intera provincia. Interventi negli Istituti superiori, nelle scuole medie e talvolta anche in quelle che una volta si chiamavano elementari.
Significativo a questo riguardo l’incontro che si svolgerà nella Biblioteca di Marghera il 15 febbraio e che parlerà dell’importanza del Giorno del Ricordo nelle scuole ma che metterà in primo piano il lavoro della Scuola Grimani che ha ottenuto un prestigioso riconoscimento in un concorso realizzato dalla Regione Veneto in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e l’associazione Venezia Giulia e Dalmazia.
SABA TO 16 FEBBRAIO 2019 ore 17.00
Centro Culturale Candiani (sala seminariale) Mestre
Presentazione del libro:
“Catalogo del cinema giuliano dalmata” di Alessandro Cuk
Insieme all’ Autore partecipano Paolo Lughi (critico cinematografico), Lorenzo Codelli (Cineteca del Friuli)
Questa pubblicazione “Catalogo del cinema giuliano dalmata” parla del collegamento tra il cinema e la cosiddetta questione giuliano dalmata, un rapporto per molto tempo difficile e complicato.
Difficile perché parlare di queste vicende e di questi territori è stato, almeno per 50 anni e oltre, una sorta di tabù, specialmente nell’affrontare temi come quelle delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata. Complicato perché le vicende da raccontare sono ter- ribilmente articolate e complesse, e per decenni sono state considerate con marginalità, come una pagina di storia locale.
Giustamente la ricercatrice americana Noa Steimatsky, nel documentario “Profughi a Cinecittà” si chiede: “Perché il neorealismo è rimasto così lontano da questi luoghi, una rimozione collettiva? Perché il grande cinema italiano del dopoguerra non è riuscito ad immaginarsi le cineprese tra le folle dei profughi?”.
Forse è mancato il coraggio, anche se in fondo le immagini documentaristiche, realizzate da unità dell’esercito americano e raccolte in “Combat Film – Trieste terra di nessuno” testimoniano alcuni fatti che vanno dal 1945 al 1947.
E poi due film come “La città dolente” (1949) di Mario Bonnard e “Cuori senza frontiere” (1950) di Luigi Zampa, ci danno il riferimento storico quasi imme- diato di alcuni eventi appena avvenuti o ancora in divenire. Un primo passo che dava un segnale positivo o almeno promettente.
Sono i successivi 50 anni che ci danno il vuoto assoluto e poi l’associazionismo del mondo giuliano dalmata è stato fondamentale per portare avanti la sua storia, per aiutare a “sdoganare” le sue vicende, per superare quello che era indicibile e renderlo raccontabile. Su questo punto l’istituzione della Legge sul Giorno del Ricordo, votata a stragrande maggioranza dal Parlamento italiano nel 2004, è stata indispensabile.
E l’associazionismo ha capito che per raccontare meglio la sua storia il supporto audiovisivo è importantissimo. E allora, soprattutto in questi ultimi 10-15 anni, ha stimolato lo sviluppo di molti progetti, specialmente a livello documentaristico ma non solo, per raccontare finalmente quello che è successo. E in tante sfaccettature, in numerose testimonianze, le foibe, l’esodo, i campi profughi, sono state raccontate per immagini e anche recentemente con il film “L’ultima spiaggia” di Alessandro Quadretti si è finalmente puntato l’obiettivo sulla strage di Vergarolla, un’altra vicenda tragica e misconosciuta. Raccogliere in un catalogo una trentina di queste documentazioni filmiche è importante perché dà una testimonianza più ampia di quello che è successo attraverso un repertorio che è utile e prezioso, specialmente per chi ha l’interesse o la curiosità di scoprire o di riscoprire una pagina di storia italiana strappata e dimenticata.
SABA TO 16 FEBBRAIO 2019 ore 20.00
Chiesa di San Sebastiano – Venezia
Concerto coro “Lino Mariani” della Comunità degli Italiani di Pola
La Società artistico-culturale “Lino Mariani” è un sodalizio di dilettanti polesi entusiasti della musica e del canto, che si attivizzano in seno della Comunità degli Italiani di Pola.
La Società ebbe radici nel immediato secondo dopoguerra nel 1947. Ne fecero parte sezioni varie che andavano mutando nel tempo, con le loro attività furono sempre portatrici di amicizia e di tradizioni culturali e musicali a tutti i livelli: locale, nazionale, internazionale, nelle diverse città al di qua e al di la dell’ Adriatico.
Il repertorio in genere è molto vasto e va dalla polifonia alla musica sacra, dall’operistica alla popolare, ma soprattutto vengono curate quelle che sono le tradizioni folcloristiche musicali di questa regione. Centinaia furono gli attivisti grazie ai quali scaturirono successi e riconoscimenti dovunque. Tra questi il primo posto nel 1973 al Concorso internazionale “Antonio Seghizzi” di Gorizia, successivamente il secondo posto al rinomato Concorso internazionale di Arezzo. Numerosi furono gli ottimi piazzamenti conseguiti negli anni ’70 e ’80 a varie rassegne corali a livello nazionale e internazionale dove spiccano le città italiane: Pesaro, Urbino, Reggio Emilia, Savi- gliano, Torino, Rovereto, Cuneo, Trento e molte altre, nonché Vienna e Praga. Il riconoscimento più recente è quello conseguito a Roma, nel mese di di- cembre 2017, in occasione della XVIII rassegna “Chorus Inside Advent”, risultato con la Coppa d’argento (cioè il secondo posto) su 18 cori.
Il riconoscimento più significativo è venuto il 10 ottobre 2001 durante la visita – incontro a Pola del presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi con il presidente della repubblica di Croazia Stjepan Mesić, in tale occasione il coro “Lino Mariani” ha avuto l’onore di esibirsi nella propria sede davanti ai due presidenti.
MERCOLEDI’ 20 FEBBRAIO ore 17.00
Centro Culturale Candiani (sala seminariale) Mestre
Presentazione del libro:
“Protagonisti senza protagonismo. La storia nella memoria degli esuli giuliani, fiumani e dalmati nel mondo” di Viviana Facchinetti
Alla presenza dell’ Autrice saranno proiettati alcuni filmati
Viviana Facchinetti è l’ attuale direttore de “L ’ A rena di Pola. Giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiotelevisivi per la RAI e Tele4, curatrice di special televisivi per RAI INTERNA TIONAL, autrice di quattro libri, ha realizzato numerosi video-documentari ed incontri culturali.
Già collaboratrice del quotidiano “II Piccolo” ed addetto stampa di importanti manifestazioni culturali, economiche e sportive, ha organizzato nel 1993 la tournée australiana de La contrada – Teatro Stabile di Trieste. Con il suo libro “Protagonisti senza protagonismo” racconta la storia nella memoria di Giuliani, Istriani, Fiumani e Dalmati nel mondo, una pubblicazione che attraverso un efficace metodo di ricerca, ricostruisce le vicende della diaspora giuliano-dalmata nei continenti extraeuropei, dando voce ai suoi protagonisti.
L’opera, ponderosa anche per il cospicuo corredo ico-nografico che l’arricchisce, recupera e salvaguardia la memoria legata al dramma di chi, dopo una prima emigrazione in Italia, per sopravvivere fu nuovamente costretto ad espatriare verso l’ignoto alla ricerca di un’identità perduta.
Storie di vite, di tante vite, un prezioso bagaglio di memorie che inducono il lettore a profonde riflessioni sull’amara sorte dei testimoni, ammirandone al tempo stesso lo straordinario coraggio, la ferma vo- lontà di ricominciare da capo, senza mai perdere la speranza, pur dovendosi adattare, con compostezza e dignità, a modelli di vita completamente estranei alla loro cultura di origine.
Il volume, edito da “La Mongolfiera”, contiene più di 400 biografie, racconti e testimonianze, con 300 fotografie che illustrano i ricordi e le emozioni delle genti protagoniste dell’esodo, racchiuse in 500 pagine.
Protagonisti sì, ma “senza protagonismo”, come dice il titolo dell’opera.
“L ’ Istria tutta è sempre nel cuore di chi è emigrato” spiega Viviana Facchinetti nella sua presentazione raccogliendo le testimonianze sincere e toccanti di nostri concittadini sbarcati in terre lontane – Australia, America, Sud Africa e lì stabilitisi definitivamente.
Il volume si struttura in tre parti: STORIE FUORI DALLA STORIA (Australia) con la presentazione di Paolo Sardos Albertini, C’ERA UNA sVOL T A (Canada) con la presentazione di Anna Maria Mori, …E UN GIORNO CI IMBARCAMMO (Sud Africa) con la presentazione di Stefano Zecchi, le cui interviste sono state raccolte dall’autrice a Johannesburg nell’ottobre 2009.
Ristampato nell’ottobre dello scorso anno con una veste editoriale completamente rinnovata, il libro sembra essere una summa di sentimenti, stati d’animo, passioni e nostalgie, sempre però attraversata da un comune filo conduttore: il ricordo vivo e presente della propria terra d’origine, della propria casa quale luogo di aggregazione e di unità, del proprio sentire familiare in qualche modo sradicato dagli eventi della Storia.
La presentazione del libro sarà arricchita dalla proiezione di un documentario realizzato negli anni dall’autrice.
GIOVEDÌ 21 FEBBRAIO 2019 ore 17.30
Ateneo Veneto, Aula Magna.
“Garum, vino e maraschino”
Relatori: Margherita Tirelli (già direttore Museo Archeologico di Altino), Antonio Trampus(Università Ca’ Foscari Venezia), Franco Luxardo, imprenditore. Con degustazioni dei prodotti tipici a cura di Associazione Companatiche, Associazione Malvasia del Bacino del Mediterraneo e Luxardo.
Si tratta di un incontro a tema enogastronomico che parte dalla descrizione storica di alcuni prodotti per poi passare al loro assaggio.
Si sono scelti tre prodotti tipici d’Istria e Dalmazia, di origine classica, moderna e contemporanea, per distribuirli bene nel tempo e nello spazio.
Tre brevi conversazioni di presentazione dei prodotti (di 10/15 minuti l’una) saranno intervallate o seguite dalla degustazione delle stesse specialità.
Si parte dal garum, salsa molto usata nella cucina romana classica, molto simile all’odierna pasta d’acciughe. Particolarmente pregiato e di fama era il garum dalmata.
Per la degustazione di questa particolare salsa si coinvolgerà l’Associazione Companatiche.
In Istria si è sempre prodotto vino; tra i più famosi, la malvasia istriana. Il vitigno è di origine peloponnesiaca; venne portato in Istria dalla Serenissima, a partire dal Trecento, soprattutto nell’area di Cittanova, Parenzo e Rovigno; è molto diverso dalle malvasie cretesi.
La malvasia istriana, detta anche del Carso, oggi è prodotta in realtà anche in Friuli, soprattutto nell’Isontino, da cantine specializzate.
Per la degustazione sarà coinvolta l’ Associazione Malvasia del Bacino del Mediterraneo.
In Dalmazia soprattutto dall’Ottocento si sviluppò molto la produzione di maraschino, liquore tipo sherry prodotto con le marasche locali (una varietà di ciliegie).
Tra le aziende più importanti che producono e esportavano maraschino in tutta Europa c’è la Luxardo, ora a Torreglia, e si coinvolgerà lo stesso imprendi- tore Franco Luxardo, Socio dell’ Ateneo V eneto. Questo evento si replica il 27 febbraio a Ca’ Foscari con relatori differenti.
GIOVEDI’ 21 FEBBRAIO ore 16.00
Centro Culturale Candiani (sala conferenze) – Mestre Proiezione del film:
“Red Land – Rosso Istria” di Maximiliano Hernando Bruno.
Partecipano Alessandro Centenaro (produttore),Monica Garavello ed Eleonora Bolla (interpreti del film). Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

E’ finalmente uscito, nel novembre scorso, nella sale cinematografiche “Red Land – Rosso Istria” il primo film nella storia del cinema italiano che parla di foibe e in maniera specifica della vicenda di Norma Cossetto. Sono stati circa una trentina i cinema che hanno proiettato il film con buoni risultati, soprattutto nel Nordest, ma è importante ripresentare il film in molti contesti, perché più c’è l’opportunità di farlo vedere e maggiore sarà la possibilità di far conoscere la nostra storia.
Ecco perché a febbraio sarà riproposto in un centinaio di luoghi diversi e anche a Mestre abbiamo pensato di proiettarlo il pomeriggio del 21 febbraio al Centro Candiani anche con la partecipazione del produttore Alessandro Centenaro e di due interpreti: Eleonora Bolla e Monica Garavello.
E proprio con quest’ultima, che attualmente abita a Mestre, abbiamo la possibilità di fare quattro chiacchiere per raccontare la sua esperienza all’interno di Rosso Istria. Monica Garavello ha collaborato in qualità di attrice con diversi registi e con varie compagnie quali Aria Teatro, Indigena teatro e la Compagnia de’ Colombari di New York, con cui ha messo in scena il Mercante di Venezia di Shakespeare. Quest’anno ha debuttato come protagonista nello spettacolo “La Signorina Julie” di Strindberg per la regia di Giuseppe Amato ed è uscito il film “Red Land – Rosso Istria”, regia di Maximiliano Hernando Bruno dove interpreta Noemi Cossetto.
In precedenza al cinema era stata anche interprete di “Il segreto di Italia” di Antonello Belluco e di “Faccia d’angelo” di Andrea Porporati.
“Nel film – spiega Monica – interpreto il ruolo di Noemi Cossetto che è la cugina di Norma e che fa parte del suo entourage familiare. Conoscevo dapprima la storia delle foibe ma non quella di Norma Cossetto. Comunque ho sentito una grande responsabilità a dare il volto ad una persona realmente esistita. Durante le riprese del film, e grazie ad Alessandro Cuk, siamo andati a trovare lo storico Guido Rumici. Lui aveva fatto alcune interviste a Noemi Cossetto, che abitava a Trieste, quando lei aveva una certa età. Ma vedere quei video è stato davvero interessante, importante, era un po’ come me l’aspettavo, ma vederla direttamente, sentire la sua voce, ha aggiunto quel quid in più all’interpretazione e probabilmente ha aumentato la mia responsabilità”.
Poi Monica spiega la sua esperienza sul set e alla prima romana del film: “Sul set c’era un clima molto professionale e positivo. E’ stata una grande emozione girare una scena con Franco Nero. Mi è piaciuto girare un film in costume e raccontare una storia così importante e dimenticata, che può dare tutta una serie di spunti e di riflessioni. Alla prima romana il film è stato accolto molto bene e anche nella conferenza stampa in una sala del Senato, che ha dato ufficialità a questo evento. Certo a pensarci bene è assurdo che prima d’ora non ci sia mai stato un film che ha parlato di questa storia”.
GIOVEDI’ 21 FEBBRAIO ore 17.30
Municipalità Lido Pellestrina
Sala Consiliare via Sandro Gallo 32/a – Lido. Conferenza:
“Esodo giuliano-dalmata-fiumano in un percorso lidense” di Patrizia Lucchi
a cura della Municipalità Lido-Pellestrina, Associa-zione Civica Lido-Pellestrina
VENERDI’ 22 FEBBRAIO ore 18.00
Punta San Giuliano – Mestre
Vivere l’Esodo
“Testimonianze e racconti dei profughi giuliano- dalmati a Venezia”
Proiezione del video “Il giorno del Ricordo” del Servizio Videocomunicazione del Comune di Venezia. Intervengono Regina Cimmino, Mario Cocolet,Luciano Toncetti. Letture di Elvira Naccari a cura di Antonella Scarpa e Circolo Velico Casanova
SABATO 23 FEBBRAIO ore 16.00
Centro Culturale Candiani (sala seminariale) – Mestre. Incontro con la Comunità degli Italiani di Isola d’Istria e presentazione del libro su Domenico Lovisato
Partecipano Giorgio Dudine autore della pubblicazione, Amina Dudine (Presidente della Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola d’Istria),Bruno Moretto (Associazione Veneziani nel mon- do) e Loredana Flego (Progetti internazionali)
Attualmente esistono in Istria e Dalmazia più di 50 Comunità degli Italiani che svolgono numerose attività in un territorio dove sono minoranza. Dopo il Trattato di Pace di Parigi del 1947, che assegnava quei luoghi alla Jugoslavia, circa 350.000 italiani so- no fuggiti dal loro paese d’origine per rimanere italiani.
Ma qualcuno è rimasto e con fatica e tenacia ha por- tato avanti un minimo di italianità che poi si è am- pliato negli ultimi decenni grazie anche ad un recu- pero delle scuole Italiane e ad uno sviluppo delle Comunità degli Italiani.
Ecco allora l’opportunità, in questo appuntamento, di incontrare la Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola d’Istria e la sua Presidente Amina Dudine, per comprendere meglio come operano queste Comunità e qual è la situazione degli Italiani nella regione istriana. Questo anche alla luce della collaborazione e della cooperazione con altre associazioni italiane.
Ma questo incontro è anche l’occasione per presentare la pubblicazione “Domenico Lovisato. Patria, scienza, famiglia”, di Giorgio Dudine, per le Edizioni “La Colomba”.
Il libro traccia una biografia di Domenico Lovisato (Isola d’Istria 1842 – Cagliari 1916), illustrandone la giovinezza, gli studi, i processi per il suo patriottismo irredentista, il bando dall’Impero asburgico, la partecipazione alla Terza Guerra d’Indipendenza tra i garibaldini in Trentino, le ricerche geologiche, paletnologiche, mineralogiche e paleontologiche, la spedizione in Patagonia e nella Terra del Fuoco, il lavoro universitario a Sassari e Cagliari e l’impossibilità di ritornare a Isola per il bando subito. Vengono inoltre elencati i musei, le scuole, le biblioteche, le vie e le piazze che lo celebrano, nonché i suoi scritti.
Ad Isola d’Istria, nella casa dove aveva vissuto, era stata affissa una targa in suo ricordo, il 20 settembre 1922, che oltre ai dati anagrafici, recitava: “Matematico e geologo. Il nome istriano onorò sulle cattedre universitarie e sui campi di battaglia con Garibaldi che l’ebbe carissimo”. Venne poi distrutta nel 1953, probabilmente per ordine del nuovo regime. Nel 2007 una copia della lapide è stata rimessa sulla facciata della sua casa natale.
MERCOLEDÌ 27 FEBBRAIO ore 17.00
Centro Culturale Candiani (sala conferenze) – Mestre Presentazione del libro:
“L’amore nel fuoco della guerra. Tradimenti e congiure nella Zara italiana” di Stefano Zecchi Insieme all’ Autore partecipano Giorgio Varisco (Segretario Federesuli) e Alessandro Cuk (Presidente ANVGD Venezia).
Stefano Zecchi, nato a Venezia, è uno scrittore, giornalista e accademico. Nel 1979 è diventato professo- re ordinario, ottenendo la cattedra di filosofia teorica presso l’Università degli Studi di Padova, poi dal 1984 al 2013 è stato professore ordinario di estetica presso l’Università degli Studi di Milano. Ha insegnato in diverse università straniere: tra esse, quella che ricorda con maggiore interesse e che più l’ha coinvolto, è l’Università Tagore di Calcutta, in India. Oltre all’insegnamento ha ricoperto importanti incari- chi amministrativi, tra gli altri è stato presidente del corso di laurea in Filosofia dell’Università degli Studi di Milano, consigliere d’amministrazione del Piccolo Teatro di Milano, presidente dell’Accademia di belle arti di Brera sempre a Milano, rappresentante del Ministero della Pubblica Istruzione presso l’UNESCO per la tutele dei Beni immateriali.
Ha scritto numerose pubblicazioni sia dal punto di vista saggistico che narrativo. Tra i primi si possono ricordare “La bellezza” (1990), “Il brutto e il bel- lo” (1996), “Capire l’arte (1999), “Storia dell’estetica (2002), mentre a livello narrativo si possono citare “Sensualità” (1994) (Premio Bancarella), “Fedeltà”
(2001) (Premio Grinzane Hanbury), “Quando ci batteva forte il cuore” (2010) che è ambientato a Pola e che racconta una storia collegata con l’esodo giuliano dalmata, “Rose bianche a Fiume”, che prosegue lo stessa tematica con un’ambientazione fiumana.
Dopo queste due pubblicazioni Stefano Zecchi torna a raccontare una delle pagine più eroiche e terribili della nostra Storia, per far conoscere un’altra verità scomoda e difficile da accettare con il libro “L’amore nel fuoco della guerra” che ha come sottotitolo “Passioni e voluttà, tradimenti e congiure nella Zara italiana”.
“Una coincidenza ci illude che il mondo non sia tanto disordinato e casuale come sembra”. Inizia così questo nuovo romanzo di Stefano Zecchi, con un in- contro fortuito, l’imbattersi inaspettato ma allo stesso tempo fatale in una cartellina azzurra con un nome scritto a matita rossa in un angolo. Per non farsi cogliere impreparati dal destino, bisogna fare attenzione alle coincidenze che ci presenta, e così, piano piano, ricerca dopo ricerca, un semplice nome può diventare un titolo, e poi una persona, e infine una storia, che apre un nuovo scenario: la vita di Valerio. Dal suo struggente Diario di un musicista disarmato, affiorano le immagini affascinanti di una città, l’indimenticabile Zara, con la bellezza dei suoi campielli, delle chiese, dei palazzi affacciati sul mare.
Un diario che racconta la storia di Valerio quando in un giorno d’autunno del 1943 vive l’ultima occasione di un grande amore, complicato, doloroso, attraversato da tradimenti e congiure in quegli anni diffi- cili, che s’intreccia con la passione politica per la terra dalmata.
E come un canto di libertà, ispirato dalla sua musica, Valerio sentirà la responsabilità di difendere, in un estremo tentativo, la Zara italiana e cosmopolita, offesa e poi dimenticata dalla Storia.
